Se un luogo può definirsi come identitario, relazionale, storico, uno spazio che non può definirsi né identitario, né relazionale, né storico si definirà un non-luogo."Chi è legato non è contento", osserva Solimano nel suo commento al post precedente, e l'occasione di riflettere su rapporti e legami conduce alle storie personali e alla loro incidenza sulla prospettiva da cui si osserva il porsi in relazione con l'altro, anche semplicemente un interlocutore. Incidenze e coincidenze, magari di letture recenti.
permalink | commenti (5) (inline) | commenti (5) (popup)




















































Vivere bene e vivere felici sono due cose diverse. E la seconda, senza qualche magia, non mi capiterà di certo.
«Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love story. Da trentacinque anni presso carta vecchia e libri, da trentacinque anni mi imbratto con i caratteri, sicché assomiglio alle enciclopedie, delle quali in quegli anni avrò pressato sicuramente trenta quintali, sono una brocca piena di acqua viva e morta, basta inclinarsi un poco e da me scorrono pensieri tutti belli, contro la mia volontà sono istruito e così in realtà neppure so quali pensieri sono miei e provengono da me e quali li ho letti, e così in questi trentacinque anni mi sono connesso con me stesso e col mondo intorno a me, perché io quando leggo in realtà non leggo, io infilo una bella frase nel beccuccio e la succhio come una caramella, come se sorseggiarsi a lungo un bicchierino di liquore, finché quel pensiero in me si scioglie come alcool, si infiltra dentro di me così a lungo che mi sta non soltanto nel cuore e nel cervello, ma mi cola per le vene fino alle radicine dei capillari».
Un uomo nuota in un laghetto dalle sponde fiorite. I suoi abiti da falconiere sono ammucchiati a riva e non si tratta di un attimo di relax. È una raffigurazione "elementare", senza pretese, eppure non priva di suggestione: che ci racconta come un bravo falconiere debba possedere notevoli doti fisiche, oltre ad elevate qualità mentali e morali, e tra queste l’abilità nel nuoto per poter seguire il suo falcone quando questi – catturata la sua preda – incomincia a lacerarne le carni sull’altra sponda dello stagno...
Raccontarsi è un gesto di generosità o di narcisismo?
Bastano poche pagine senza fronzoli a delineare una trama complessa, poche parole – esatte ed evocative – a trasformare il linguaggio in immagine. E tre vite soltanto – al protagonista – per restarci addosso, insieme alla riflessione su alcuni dei misteri ineludibili della nostra esistenza.
La lanterna di Anna Karenina non è la lampada di Diogene benché entrambi cerchino un senso. Ciò che fa la differenza non è semplicemente la luminosità/oscurità ma la direzione in cui i segni orientano la ricerca. 
Si può dire che vivessi con le parole, sicché le cose che scrivevo non erano destinate ad altro uso se non a quello di praticare la scrittura. Non desideravo tanto essere uno scrittore (sebbene in fondo lo sognassi), quanto consacrarmi a imparare la scrittura.
Con il primo giorno di primavera, insieme a folate di vento più profumate del solito e teste variamente svagate, arriva anche un abito nuovo di zecca per il blog-rivista 