mercoledì, 11 aprile 2007
«Sabato.
Ora ho un giorno di vita. Quasi un giorno intero. Sono arrivata ieri. Almeno così mi sembra. E credo sia così, perché se è esistito un giorno-prima-di-ieri, quando quel giorno c’era non c’ero io, altrimenti me ne ricorderei. Naturalmente è possibile che quel giorno ci sia stato e che io non me ne sia accorta. Benissimo; da ora in poi starò molto attenta e se mai ci saranno dei giorni-prima-di-ieri, ne prenderò nota. La cosa migliore sarà cominciare bene e fare in modo che le mie memorie non si presentino confuse, perché l’istinto mi dice che saranno proprio questi i particolari ai quali un giorno gli storici daranno peso. Infatti ho la sensazione di essere un esperimento, ed è esattamente come un esperimento che mi sembra di sentirmi; sarebbe impossibile, per chiunque, sentirsi un esperimento più di quanto mi ci senta io, così sto per arrivare alla conclusione che è proprio questo quello che SONO; un semplice esperimento, niente di più.

Oggi ogni cosa ha un aspetto migliore di ieri. Nella fretta di mettere un termine al giorno di ieri le montagne erano state abbandonate in uno stato deplorevolmente lacero e era tale la quantità di resti e di macerie che ricopriva una parte dei bassopiani che l’immagine era piuttosto desolante. Opere d’arte di grande nobiltà e bellezza non dovrebbero conoscere la fretta; e non c’è dubbio che questo nuovo mondo è un’opera maestosamente nobile e bella. Senza alcun dubbio è inoltre stupendamente prossimo alla perfezione, per quanto sia da così poco che esiste.

In certi punti ci sono troppe stelle e troppo poche in altri, ma sono sicura che a questo si può porre rimedio in un attimo. La notte scorsa la luna si è liberata, è scivolata verso il basso ed è uscita dal disegno – una perdita gravissima; al solo pensarci mi si spezza il cuore. Non esistono un ornamento e una decorazione che possano reggere al suo confronto, tanto è bella e rifinita con cura. La si sarebbe dovuta fissare meglio. Se soltanto potessimo riaverla.
Ma naturalmente nessuno sa dove sia andata a finire.

Anche le stelle sono belle. Ne vorrei un paio, me le metterei nei capelli. Ma ho la sensazione che non riuscirò mai ad averle. Vi sorprenderebbe scoprire quanto siano lontane, perché non sembrano così distanti. Quando la notte scorsa, per la prima volta, sono apparse, ho provato a tirarne giù qualcuna con un bastone, ma con mia grande sorpresa non sono riuscita a toccarle; poi ho provato con delle zolle di terra, ci ho provato e riprovato tanto da restare, alla fine, senza forze, ma non sono riuscita a colpirne una, mai. Il fatto è che sono mancina e non mi riesce di tirare come si deve.

Così per un po’ ho pianto, reazione naturale, credo, per una della mia età, poi, dopo essermi riposata, ho preso un cestino e mi sono incamminata alla volta di un posto, sul bordo estremo del cerchio, là dove le stelle erano vicine alla terra e dove avrei potuto raccoglierle con le mani e sarebbe stato molto meglio così, perché in quel modo avrei potuto coglierle amorevolmente, senza spezzarle. Ma era più lontano di quanto pensassi e alla fine dovetti rinunciarvi; ero stanca al punto da non riuscire a trascinarmi un passo più in là; e avevo un gran male ai piedi.

Non riuscii a ritornare a casa; era molto lontana e cominciava a fare freddo; ma trovai delle tigri e mi accoccolai tra di loro, erano deliziosamente comode e il loro alito dolce e piacevole, perché si nutrono di fragole.

Ieri pomeriggio, da lontano, ho seguito l’altro Esperimento, volevo capire a cosa potesse servire. Ma non ci sono riuscita. Credo sia un uomo. Non ne avevo mai visto uno, ma quell’essere gli assomigliava. Verso di lui mi rendo conto di provare una curiosità più forte di quella che provo nei confronti di qualsiasi altro rettile. Ammesso che sia un rettile e io credo lo sia; infatti ha capelli arruffati e occhi azzurri. Non ha fianchi; ha una forma affusolata come quella di una carota; quando sta in piedi si allarga come un argano, per questo penso sia un rettile, anche se è possibile sia una questione di struttura.

In un primo momento mi fece paura; tutte le volte che si voltava mi mettevo a correre, perché pensavo che mi avrebbe inseguita, poi, poco alla volta mi resi conto che stava semplicemente cercando di far perdere le proprie tracce, così, da quel momento, non ne ebbi più timore e lo pedinai per parecchie ore, standogli alle spalle, alla distanza di circa dieci metri e questo fatto lo rendeva nervoso, infelice. Alla fine la cosa lo preoccupò parecchio, così si arrampicò su un albero. Per un po’ rimasi ad aspettare, poi rinunciai e tornai a casa.

Oggi si è ripetuta la stessa storia. Ancora una volta sono riuscita a farlo finire sull’albero».

 
ex libris BibliotecadeBabel | ore 15:35 | sfuggito allo scaffale: pagine personali
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Commenti
#1   11 Aprile 2007 - 15:55
 
Ignoravo quest'opera di Twain e per questo ti ringrazio! Aspettavo il tuo ritorno, sapevo che mi avresti regalato qualche bella perla!

Simona
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#2   11 Aprile 2007 - 16:12
 
Ciao Stefà, non saprò mai quello che hai scritto nel post perchè i popup che mi invitano ad istallare Il "fasttrack" (ma cherobbè?) al costo di scatto alla risposta di 0.3098 euro più 1.992 euro al minuto per un tempo massimo di minuti venti (in pratica mi si propone di farmi ciucciare in cambio di nulla una quarantina i euro scarsi) mi si affollano sullo schermo a decine ogni volta che mi affaccio qui da te.
Ti prego, fà qualcosa sennò mi vedrò costretto a farmi invitare a pranzo a casa tua quando avrò voglia di fare quattro chiacchiere con te.
(E non so se te conviene, io sò uno che magna assai)
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#3   11 Aprile 2007 - 17:50
 
Stefania, questo è grande come tutte le cose di Twain. Tu conosci di Twain "Che cos'è l'uomo?" pubblicato da Ibis?

Ecco se dovessi dire il libro preferito di Twain è questo. Cioran, al confronto (non scherzo) pare un ottimista.

Twain è grandissimo!

ciao

p.s. anche "Viaggio in Paradiso"
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#4   11 Aprile 2007 - 18:48
 
Non conoscevo questo testo di Twain. Il pezzo che citi, Stefania, me lo fa sembrare buono. Sai cosa pensavo leggendolo? Alla citazione. Ci sono diversi modi di citare. Io cito quando qualcun'altro che conosco ha detto qualcosa che condivido fino all'identificazione (mi viene un sorriso mentre leggo - in questo caso). Immagino che tu abbia citato Twain nello stesso modo. Giusto: perché dirla a modo nostro quando a modo nostro l'ha detta già lui? Ci leggiamo.
utente anonimo

#5   11 Aprile 2007 - 18:51
 
L'anonimo (Pasquale) si dimenticava di dirti che oggi Venises ha pubblicato il suo quinto post componendo delle citazioni.
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#6   11 Aprile 2007 - 19:17
 
Stefania, ma che bei regali ci lasci...
A quanto leggo nessuno sapeva nulla di qiesto magico Twain!
Bentornata.:)
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#7   11 Aprile 2007 - 19:18
 
Questo...( errata corrige)
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#8   11 Aprile 2007 - 19:29
 
p.s. sto distratta stasera.
Ero passata pure per dirti che sto segnalando i post agli amici.
Sai di avere questa opzione ,vero?
:)
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#9   11 Aprile 2007 - 20:30
 
Anch'io non conoscevo questo testo di Twain, grazie per avermelo offerto: molto bello Ciao Giulia
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#10   11 Aprile 2007 - 23:29
 
Simona:
è uno di quei libri che piace andare a scovare quando l'autore è noto, amato e terribilmente coincidente con il/i suo/suoi capoavoro/i. Prima o poi ti viene voglia di andare a vedere cos'altro ha scritto e di fidarti ciecamente (al massimo, una delusione troverà sempre una giustificazione plausibile). Per questo racconto, all'epoca, andò così. :)

Paolo:
sono sempre più mortificata e impotente, perché non ho la più pallida idea di come sia fatta tutta questa roba tremenda che aggredisce e scoraggia le tue intenzioni. Però sono sempre più convinta che sia un accidente legato anche al tuo pc, alla versione del tuo browser (Explorer è un disastro, ormai; i Mac non lo usano più da anni) e a Windows. Ho fatto fare una prova a mio fratello, che è entrato nel blog con Windows98 e Explorer e mi ha detto che si aprono alcuni pop up. :(
Per farmi perdonare da te accetto sin d'ora di ospitarti per chiacchiere e libagioni (le quantità non sono un problema: mangi sicuramente meno di quei marcantoni dei miei fratelli e persino di mio figlio). :D

MariaStrofa:
e mo' dovrei farmi odiare da te per un libro? :) Non ho letto e non possiedo il tuo Twain preferito, ma se mi dici che Cioran, al confronto, è un ottimista, credo che lo eviterò accuratamente. Per un'onnivora come me la libertà da qualsivoglia pregiudizio è imprescindibile, ragione per cui mi sono pure – a suo tempo – cimentata con il rumeno. Fermandomi a tre titoli (tre tentativi, giusto per non dare soddisfazione ai suoi devoti, che sostengono che chi ne parli e pensi male non ne abbia in realtà mai letto un rigo). Ebbene, trovo Cioran di una noia abissale, a volte mi scappa pure un sorriso a pensarlo mentre predica l'Apocalisse da un lussuoso appartamentino della Rive Gauche. Ma soprattutto a pensare alla sua sopravvalutazione, grazie ai languori di troppo di più d'una Madame Verdurin. Sicché, sono dolente per quel Twain (che resta grandissimo). Amo un po' d'ironia, nella tragedia, e assai poco gli atteggiamenti da maître à penser, specie se avvezzi all'uso intimidatorio dell'aforisma: mi pare che Viaggio in Paradiso faccia più al caso mio. Prendo appunti e ringrazio. :)
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#11   11 Aprile 2007 - 23:43
 
Pasquale:
ora che mi ci fai pensare... indubbiamente la citazione sottintende quell'idea: perché non far dire a chi ha già detto meglio di quanto si potrebbe fare noi stessi? In genere non abuso delle citazioni (che senso avrebbe?), ma se lo faccio ci sono due possibilità: la citazione breve che accompagni – e chiarisca – quanto ho espresso o esprimerò (in genere un estratto dallo stesso contesto, oppure un autore completamente diverso che però richiami il contesto per assonanza, eco, rimando); la citazione più estesa, che non accompagni altro che se stessa, come in questo caso. Purtroppo totalmente autoreferenziale: nel senso che mi auguro che sia una proposta di lettura condivisibile (ogni lettore ne farà un nuovo libro) ma resta – in primis – una cosa legata ad accadimenti, circostanze, stati d'animo del tutto personali. Come a dire: la citazione di questo Twain contiene riferimenti a fatti e persone realmente accaduti e per nulla casuali. Magari anche tu potresti scorgervi qualcosa che ti appartiene. :)
p.s. Perché, in questo caso, ti viene un sorriso mentre leggi? :)
p.s. 2 Ho letto al volo il post di Venises, devo tornarci. :)
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#12   11 Aprile 2007 - 23:49
 
Marzia:
come dicevo poc'anzi... ogni tanto i libri scalpitano dagli scaffali a seconda di ciò che accade alla loro umile bibliotecaria. Ma cos'è questo pulsante della segnalazione? Me ne accorgo solo ora. Si accettano spiegazioni gratuite da volontari più esperti della sottoscritta. :)
Un bacio :-*

Giulia:
grazie :) ma sei la Giulia già di casa qui? Oppure? È arduo orientarsi, mannaggia. :)
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#13   12 Aprile 2007 - 06:56
 
Salve Stefania, sì, concordiamo anche sulle citazioni. Il sorriso che mi viene in questo caso mentre leggo il Diario di Eva? Il questo caso, se posso dire tutta la verità nient'altro che la verità (pericolosamente, perché - per dirla con Pasolini, la verità è sempre distruttiva) i sorrisi sono due. Il primo pensando a te. Il Diario di Eva è il Diario di Stefania, di una donna che si identifica fino alla allucinazione con i suoi personaggi musicati scritti dipinti. Il secondo pensando a me. Non ho fatto altro nella vita, artisticamente e scientificamente parlando - nelle varie opere composte una dopo l'altra - respiro dopo respiro, che scrivere il Diario di Pasquale. Che somiglia molto al Diario di Eva, perché anch'io (diversamente da tanti - per dirla con Pasolini) sono nato ieri.
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#14   12 Aprile 2007 - 17:45
 
Io di Twain non ho mai letto niente. :( Vergognissima, bisognerà che ponga rimedio, prima o poi.

PS Quanto ai pop up, anch'io avevo lo stesso problema con IE, poi con Firefox va che è una bellezza. Però non sento la musica. Evabbè.
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#15   12 Aprile 2007 - 23:12
 
ciao incuriositrice di lettori avidi. baci!
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#16   12 Aprile 2007 - 23:22
 
Pasquale:
mi piace questa verità da sorriso. Il Diario di Stefania è ognuno dei libri, degli autori e dei diari che puoi leggere in queste effimere pagine fatte di pixel nel momento (e nell'ordine di apparizione) in cui vi trovano posto. Ma non sono io ad identificarmi, sono loro che mi somigliano. :)
p.s. Essere nati solo ieri (e sentirsi esperimento) è un privilegio irrinunciabile; l'unica maniera per poter posare lo sguardo sulle cose (e fregare la morte; ma questa è un'altra storia). Felice di essere in tua concorde compagnia. :)

Marianna:
vuoi dire che non hai mai goduto delle intemperanze di Tom Sawyer e degli altri monelli della sua specie? :)))
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#17   12 Aprile 2007 - 23:24
 
Cinzia,
sei sfuggita ai commenti perché avevo una schermata vecchia di mezz'ora! Baci a te :)
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#18   13 Aprile 2007 - 14:25
 
Qui hai fatto scattare la molla di memoria e una ricerca disperata, quanto infruttuosa, fra i libri di casa mia.
Perchè un libro tira l'altro: e questo, che conosco e amo, mi ha riportato all'origine della mia scoperta alla rovescia di Twain.
Aldilà del vecchio Tom, cui non faccio a meno di pensare ogni volta che vernicio qualcosa :), ho scoperto che Twain poteva essere altro ancora con Lettere dalla Terra.
Arrivato con l'appuntamento più atteso dell'anno, quando mio padre, dirigente di un partito senza soldi e con tanti debiti, convertiva il suo rimborso spese con un buono libri, per farmi felice. Così giungevano i libri degli editori riuniti, anche quelli belli, con la copertina avorio e l'acorra d'oro impressa... Festa multipla, a salutare Zola, Majakovskij, Pasternak, Dostoevskij...e tanto tanto ancora. A volte libri con la copertina grossa e la carta rugosa, col bordo ancora da tagliare... E così tutta la famiglia, lì, ad aspettare la sospresa della pagina aperta.
Grazie, mia cara. Come sempre.
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#19   13 Aprile 2007 - 15:54
 
No,mai, giammai. :(

Tom l'ho visto in tv, come tutti i bravi bambini ignorantelli di letture americane. Sarà tardi se lo leggo ora? Male non mi può fare che dici?

Piuttosto ho visto che mi hai linkato il post su Piero, come si fa la faccina soridente e rossa d'imbarazzo? :) Sto arrossendo di grato imbarazzo, merci :*
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#20   13 Aprile 2007 - 18:03
 
Stefania, non ho intenzione di discutere sui gusti - ovviamente, - ma *I quaderni* di Cioran sono un'opera prodigiosa sia per riferimenti letterari, artistici e musicali.

Ti ho citato un titolo che costa una follia così ti passa la voglia di comprarlo (che comunque a giudicare dal tuo post) non ti verrebbe mai :)

Che cos'è l'uomo è un'invettiva contro l'umanità, dicevo, fatta da un Twain amareggiato. Cosa davvero deliziosa.
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#21   13 Aprile 2007 - 18:23
 
Zena,
mi hai ancora una volta regalato un frammento che arriva dritto al cuore, più prezioso di ogni libro.

Marianna:
e di che? :)))

MariaStrofa:
so che ti deluderò, ma non discuto affatto la ricca mole di riferimenti culturali dei Quaderni. Dico solo che la morale della favola di Cioran non fa per me, che il suo reiterare sugli stessi tasti mi annoia, e che – tuttavia – non manco di seguire le opinioni altrui, trovando interessante il farlo e gli spunti che talvolta ne scaturiscono. Ad esempio, da questo scambio di battute tra te e me, deriva la mia curiosità verso il tuo Twain preferito: crepi l'avarizia (!), sarà mio. :)

Ti deludo ancora (hai la scusante che non puoi saperlo), ma per un libro (e tanti libri) ho speso molto spesso ben più delle novantamila lire dei Quaderni del rumeno, mai pentendomi, quand'anche non avessi apprezzato la lettura. :)
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#22   13 Aprile 2007 - 22:09
 
ehm...acorra sta per àncora...
(così imparo a scrivere di fretta e senza rileggere :(....)
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#23   16 Aprile 2007 - 12:44
 
ot: prova avatar su blog di Stefania.
Come sai, forse cambio casa, sto provando anche sul cannocchiale.
Di base è più elegante e funzionale splinder, col cannocchio mi incasino di più ma mi pare che il cannocchiale consenta una visualizzazione più in grande delle immagini.
Comunque, una rottura di scatole
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#24   18 Aprile 2007 - 11:16
 
Un saluto affettuoso a Zena ed uno a Guido, in colpevole ritardo... :)
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