giovedì, 01 novembre 2007
Avevano sogni e hanno finito per odiare i libri, sono nemici della letteratura perché l'avevano adorata.

Chi uccide gli scrittori? Lo spirito di Borges aleggia tra le pagine, ma per rispondere a questa domanda bisognerà armarsi di pazienza e tollerare qualche colpo di scena. Confesso che mi è piaciuto, e mi rammarico per quanti sono convinti che il panorama italiano non offra sorprese piacevoli. Certo, il tema mi è congeniale, ma non è tutto. È un libro scritto bene, che se ne fa un baffo delle sperimentazioni antilinguistiche così in voga. C’è un intreccio ben calibrato e tinteggiato di noir, un ritmo sostenuto nei dialoghi e nell’alternanza dei vari piani di lettura, un perfetto controllo della trama nonostante la sostanziosa mole di riferimenti letterari e di digressioni. Non ultima, c’è una buona dose d’ironia.

A cominciare dalla carta d’identità dei personaggi, celebri artisti del non-scrivere consacrati ad un elaborato e volontario disimpegno, cultori di ogni vizio capace di condurre all’inefficienza estrema, proprietari di curiose biblioteche «della sconfitta, della rinuncia, del naufragio», amanti del caffè corretto, dei progetti infiniti e dei romanzi incompiuti nonché devoti ad ogni libro inesistente perché (da loro stessi) mai scritto.

Scrittori di un solo libro, traduttori, editori, bibliofili o aspiranti tali, tutti «con un avvenire promettente alle spalle» e un volto come una pagina bianca, e tutti un po’ disastrati, quasi terremotati nell’esistenza, che odiano i libri dopo averli tanto amati e che a vari livelli, e con diverse competenze, ingaggiano una sorta di corpo a corpo con la letteratura tentando con ogni mezzo di avere la meglio. Alcuni lo fanno con il plagio (reiterato e aggravato), altri con una traduzione infedele, tutti sostenendo quella teoria del “manoscritto nel baule” –  secondo la quale nulla di originale si può più scrivere – nella convinzione di un intimo collegamento esistente tra il romanzo e la beffa.

Tale battaglia è suggellata da un complotto, nato e cresciuto tra le fila di un’accademia «per naufraghi» intitolata a Pessoa: «non pubblicare, non pensare, combattere la letteratura dall’interno, e così farci trasportare alla deriva delle nostre vite di amanti traditi dal grande sogno intellettuale che un tempo, sì, ci aveva illusi». Una trappola da cui verranno sopraffatti finendo per patteggiare una [ri]conciliazione con la vita.

Chi uccide gli scrittori tra un presunto manoscritto dei Promessi sposi – che moltiplica i suoi capitoli mai scritti di pari passo con i cadaveri – nel ruolo di libro assassino e quel libro infinito, continuazione di altri libri, in cui esso ad un certo punto sembra trasformarsi complice l’autosuggestione dei protagonisti che vi leggono tra le righe frammenti del Don Chisciotte, di Pinocchio, dei Tre moschettieri e finanche delle Mille e una notte? Tra Manzoni, chiave della storia in quanto autore di un unico romanzo, e la sua trasformazione in nome multiplo al pari di Pessoa?

Né l’uno né l’altro, forse. Perché dal volontario tentativo di "disintossicarsi" dopo la disillusione, il fallimento, l’impasse nascono alcune paradossali convinzioni sull’inutilità dei libri e della scrittura, «magistrale monumento alla presunzione umana». Perché l’ansia dello scrivere, quel sogno di anti-scrittura naufragato in un romanzo-fiume – spesso – ne uccide più di pallottole, coltelli e veleni. Sarà che dai libri – e dalla vita – non si scappa.

«Scrivere, posso confermarlo, è un atto che sottrae alla vita. Antisociale, paranoico, così assoluto, solitario. Richiede tempo ma non paga. Comporta il terrore del pubblico ma non regala quasi mai la fama. [...] Scrivere è brutto eppure c’è, in questo, una forza, una potenza, che non ci consente di smettere. Anche se un giorno arriva il blocco, il romanziere resta romanziere a vita; e la mancanza che lo attanagliava, quella mancanza di esistenza, non si risolve ma si complica, vi aggiunge in più la nostalgia. Scrivere è brutto, ma noi non riusciamo a farne a meno perché, diceva Fernando Pessoa, l’arte è la prova che la vita non basta; perché c’è una felicità segreta nel complicarci l’esistenza che, come tutte le felicità più pure, non vuole essere spiegata».

Errico Buonanno
L'accademia Pessoa
Einaudi
, Torino 2007
ex libris BibliotecadeBabel | ore 02:17 | sfuggito allo scaffale: liber in fabula, squilibrary
permalink | commenti (18)
Commenti
#1   01 Novembre 2007 - 09:58
 
Salve, Stefania.

Per me - lo sai - l'arte è un atto che aggiunge alla vita una vita parallela a questa. In questo concordo con Cézanne e discordo da Pessoa. L'arte aggiunge. L'arte è il sale della vita.

Quanto a noi due amici di blog, Stefania, non capisco qualcosa. Ti scrivo (tramite la posta di Splinder e la tua posta elettronica) e non rispondi.

Tu mi dici qualcosa e io non la capisco questa cosa.

Quanto al tempo, qui a Roma piove. Piove dentro, piove fuori. A Bari piove?

Pasquale
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#2   01 Novembre 2007 - 18:19
 
Ho letto solo in parte il post ( è appena arrivato mio figlio da Reggio Emilia) ma questa del noir e di "Scrittori di un solo libro, traduttori, editori, bibliofili o aspiranti tali" mi pare degnissimo di nota.
:)
AUGURI per oggi.
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#3   02 Novembre 2007 - 08:20
 
Anche questo è un libro da annotare sulla lista acquisti :)

Mi rendo conto che la lista sta diventando un serpentone di desideri, ma "c’è una felicità segreta nel complicarci l’esistenza", no?

Un abbraccio da giorni già abbastanza complicati di loro...
:)
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#4   02 Novembre 2007 - 12:02
 
Pasquale,
su quella questione dell'arte e della vita sarebbe bello avviare un confronto. Credo che ne uscirebbero cose assai stimolanti. Quanto alle cose "incomprensibili", credo di aver sciolto i tuoi nodi, via mail. Faccio quello che posso, a costo di farlo anche male. Mi scuserai per questo? :)
p.s. Qui non piove, fa finta, ogni tanto. Siamo ancora sciroccati, e comunque senza armadio invernale. Dentro, invece, piove quando gli pare, senza preavviso. :)

Grazie Marzia,
e anche i Santi son passati, tutti, come tradizione vuole. Oggi è il momento della riflessione.

Zena cara,
di quella (di ogni) segreta felicità, io credo, si è vivi.
[Una carezza da parte mia alle complicazioni dei tuoi giorni, con affetto e vicinanza].
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#5   02 Novembre 2007 - 15:55
 
Scortare le parole ,questo sento di scriverti...Scortarle con attenzione verso la fine di ogni capitolo, e poi del libro.
Un abbraccio.

utente anonimo

#6   02 Novembre 2007 - 19:14
 
Noir e letteratura, un libro che mi attira e che metterò in nota.
Ogni riflessione su che cosa sia la scrittura non può essere lasciata cadere.
OT Il ponte di Ognissanti si sta rivelando un po' disordinato. Sono sicura che arriverò a Domenica senza aver fatto ciò che mi ero ripromessa.
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#7   02 Novembre 2007 - 23:16
 
cara,
non è difficile immaginarlo, visto la cura con cui tu le maneggi.
Ricambio l'abbraccio e l'affetto. :)

Patrizia,
sono pronta a scommettere che ti piacerebbe. È un filone, questo, che ultimamente offre libri molto accattivanti (che sto rastrellando e divorando) :)
Quanto al ponte di Ognissanti, ogni buon proposito non avrà il tempo sufficiente per concretizzarsi: il cambio degli armadi, ad esempio, preceduto da monumentali bucati e stirature. L'unica cosa buona è la decisione – presa stasera in extremis – di andare a teatro domani sera con i biglietti di una coppia di amici che – invece – è partita. Mi sembra un ottimo affare. :)
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#8   03 Novembre 2007 - 17:18
 
Questo assaggio mi ha lasciato un buon sapore. Ora mi toccherà divorare il libro. Grazie.
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#9   04 Novembre 2007 - 16:04
 
Davvero interessante. ho una bella pila di libri da leggere, ma aggiungere non fa mai male, anzi arricchisce... Un abbraccio, Giulia
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#10   05 Novembre 2007 - 11:42
 
CavaliereInesistente,
mi piace molto questa prospettiva conviviale. Fammi sapere com'è andata. :)

Giulia,
i libri sono tutto sommato pazienti. Una bella pila corposa in attesa emana piacevoli tentazioni, racchiude potenzialità e possibilità ignote, non lascia indifferenti. :)
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#11   06 Novembre 2007 - 08:19
 
Sottoscrivo la tua ultima risposta ai commenti: i libri non invecchiano, anzi.
Ciao.
Daniele
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#12   06 Novembre 2007 - 08:43
 
Daniele,
anzi: ci sopravvivono. :) Ciao.
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#13   06 Novembre 2007 - 11:20
 
grazie della segnalazione (e della bella musica di sottofondo:-)
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#14   06 Novembre 2007 - 15:33
 
Lino, che piacere averti tra queste righe! :)
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#15   06 Novembre 2007 - 16:07
 
il piacere è mio..(non fosse che qualche codice del tuo bellissimo template mi crea sempre problemi)
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#16   08 Novembre 2007 - 12:35
 
Ohibò! Ogni tanto qualcuno mi segnala qualche problema. Purtroppo, avendo io eliminato script che eventualmente avrebbero potuto essere fastidiosi, resta il problema di alcune vecchie versioni di browser, magari quelle che non bloccano l'apertura di pop up indesiderati. Mi dispiace molto, e oltre tutto nonsaprei come intervenire giacché il Mac non mi segnala nessun problema (è un sistema "sordo" ai fastidi). :)
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#17   08 Novembre 2007 - 14:24
 
Io ora ti leggo, Stefania..
Grazie!
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#18   08 Novembre 2007 - 15:18
 
Be', almeno te t'ho recuperato... :-/

:D
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